Nel suo significato più sublime l'arte è l'espressione estetica dell'interiorità e dell'animo umano. Rispecchia le opinioni, i sentimenti e i pensieri dell'artista nell'ambito sociale, morale, culturale, etico e religioso del suo periodo storico.

Graziano Rey

Biografia


Biografia


'Arte, Are dal Sanscrito nel suo significato più ampio, comprende ogni attività umana – che porta a forme di creatività e di espressione estetica, derivanti dallo studio e dall'esperienza. Pertanto l'arte è un linguaggio, ossia la capacità di trasmettere emozioni e messaggi. Tuttavia non esiste un unico linguaggio artistico e neppure un unico codice inequivocabile di interpretazione.
Nel suo significato più sublime l'arte è l'espressione estetica dell'interiorità e dell'animo umano. Rispecchia le opinioni, i sentimenti e i pensieri dell'artista nell'ambito sociale, morale, culturale, etico o religioso del suo periodo storico. Graziano Rey

Graziano Rey nato a Torino il 18 ottobre 1953
Dal 1973 artista, dopo aver condiviso l’arte con il fratello Francesco e il Maestro Lorenzo Alessandri nel periodo della “Soffitta Macabra” a Torino, si dedica per anni all’arte figurativa e, in particolare, al mondo della musica.
Dal 1982 al 1987, autore di sigle televisive, di cui le più note: Buona Domenica, I Ragazzi della III C, La Giostra. Ferragosto OK, collabora come autore con diversi cantanti.
Nel 1991 - 1992 vince il premio Rino Gaetano e il premio Viareggio come cantautore.
Opinionista, partecipa a numerose puntate del Maurizio Costanzo Show e come attore alle Candid Camera di Alberto Silvestri.
Nel 1993 pubblica il racconto "3001 Spooky su Jork II" edito da Mancuso editore.
Attore nel film “In camera mia” di Sergio Martino, dopo l’anno trascorso alle Isole Tonga si allontana progressivamente dal mondo fittizio dell’apparenza e riprende in mano l’amore primigenio: la pittura.
Ultime mostre:
Nel 2017 partecipa al percorso della Biennale di Venezia sul tema del “Moloch” al Palazzo degli Armeni, percorso in seguito riproposto a Palermo e a Vicenza.
A Torre Pellice personale '"L' Arte del riuso"
Nel 2018 prosegue il cammino dell’Ombra del Moloch ospitato dalla Banca Generali a Torino e successivamente a Roma.
Da 2019 a Savigliano (CN) partecipa alla mostra “Agorarte“.
Nel febbraio 2019, Personale a Ferrara all’Art Gallery .
A Torino “Caffè Basaglia e Milano “Passante ferroviario “L’ombra del Moloch”
Partecipa in giugno all’evento Terrestre magico a Bologna.
Personale agosto a Torino - Studio Grigio esclamativo.
Nel 2020 personale febbraio a Torino Galleria d’Arte di Corso Lepanto.
Dal 1 luglio 2020 al 31 dicembre 2020 espone a Villa Cornarea Canale D’Alba.
Dal 21 al 27 giugno Galleria Via Vittorio Alfieri, 40, Moncalieri TO a cura dell'associazione Art & Art
Collezioni private e pubbliche.
Studio – Torre Pellice, via Stamperia 25/1
www.grazianorey.com
www.grazianorey.it
grazianorey@gmail.com 
tel +39 3342486882
Un particolare ringraziamento all'amica Maria Pia Boninsegna che cura il mio sito www.grazianorey.it

Contatto


  • Torre Pellice, TO, Italia
  • Via Stamperia 25/1

Tutte le opere sono archiviate e catalogate.

Eventi


  •  03/07/2021 18:00 - 31/12/2021 11:16
  •   Canale, CN, Italia Villa Cornarea Via Valentino

Inaugurazione 3 luglio 2021 - Ingresso libero, gradita conferma. Per informazioni telefonate Villa Cornarea 0173 979091. La mostra proseguirà fino al 31 dicembre 2021.

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  •  21/06/2021 18:00 - 27/06/2021 21:30
  •   Via Vittorio Alfieri, 40, Moncalieri TO

Minipersonale di Graziano Rey - ingresso libero orario 15,00 - 19,00

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  •  18/07/2020 18:09 - 30/12/2020 18:13
  •   Villa Cornarea Canale D'Alba

Esposizione personale "Camera con vista" fino al 31 dicembre 2020

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Informazioni


InformazioniInformazioni
In questo mio primo articolo voglio parlarvi di un tema a ma molto caro l'Arte del riuso di Graziano Rey
Ogni materiale racconta una storia e cela tra le sue righe un percorso di vita, un filo conduttore che ci ricorda un periodo della nostra vita, del nostro fare quotidiano. Quando viene dismesso, finisce accatastato nelle cantine, nei solai o peggio ancora abbandonato nelle discariche.
Di qui nasce l’idea di utilizzare supporti in ceramica, tegole, scatole e altri materiali abbandonati che ridipinti e restaurati possano così raccontare, senza nulla nascondere, sia la storia degli oggetti, sia l’impronta creativa dell’artista.
L’artista in questo caso raccoglie l’eredità dell’oggetto e lo lavora, lo sovrappone, lo scompone e ricrea una nuova dimensione, ridando vita ad un oggetto altrimenti destinato all’obsolescenza e all’abbandono.
Questo stimolo risente molto dell’influenza – ancora in parte presente dell’attuale sistema dell’arte – della filosofia di Marcel Duchamp, secondo la quale ogni oggetto può essere arte. L’artista non è un replicante, un accademico disegnatore, un copista o un bravo artigiano, è un creatore di emozioni.
In alcuni casi l’arte diventa provocazione, come nel caso di Piero Manzoni che realizza le scatolette di aria d’artista o di altri che con tagli e detessiture hanno fatto vivere lo spazio dietro la tela (Fontana, Emblema) oppure, diversamente, hanno osato decomporre oggetti di uso quotidiano (Arman).
È così che a partire da queste premesse ha avuto inizio da Torre Pellice nel 2017 e per opera di Graziano Rey un progetto che ci ha portato ad avvicinarci sempre di più alla politica del recupero dei materiali.
Graziano ha realizzato in questi anni una serie di lavori legati all’arte del recupero e a partire dai quali seguirà al più presto una mostra dedicata al “Riuso”.Recuperando lamiere, mattonelle, copri water, stracci, fili di ferro, tegole e altro Graziano ha assemblato questi lavori, portandoli a nuova vita con l’intento di regalare al pubblico le emozioni che io ho provato nella loro realizzazione. Graziano Rey
da : http//: www.artedelriuso.it 

Novembre 2020

Da un intervista dello scrittore Francesco Rodolfo Russo da il giornale "Autonomia scolastica"

D: Riflettendo su una società condannata a produrre all’infinito, il recupero dello scarto, per farlo assurgere
a opera d’arte, può invogliare i giovani ad avere cura diversa degli oggetti?

R: Sicuramente le nuove generazioni sono più attente forse perché vivono in una società al limite e loro ne sono consapevoli, anche se spesso il loro modo di vivere non è conforme alle regole che si impongono, perché nati in un epoca di gran consumo (usa e getta). Quando io ero piccolo ricordo che ci si ingegnava, per esempio, per costruire una cerbottana recuperando un pezzo di tubo, delle mollette, non c’era ricchezza quindi con l’aiuto della fantasia si realizzava il gioco. Ora il futuro lo vedo molto difficile.!


D: In un mondo che brucia tutto a volte in qualche attimo, che cosa suggeriresti a un giovane che volesse
iniziare una delle carriere che tu hai intrapreso?


R: Di prendere tutto con passione gioia, divertimento, umiltà e voglia di comunicare, senza dimenticare che per raggiungere dei risultati ci vuole molta costanza e studio, ma di fondo se non c’è il talento a nulla serve. Quindi avere una buona dose di autocritica e delle buone amicizie.


D: Che cosa potrebbe fare la scuola per indirizzare meglio gli studenti dopo la maturità?


R: La scuola utilizza i meccanismi della didattica, ma l’esperienza te la fai sul campo, una volta ricevute le basi, devi proiettarti nel mondo avvicinandoti il più possibile ai temi del quotidiano. Seguendo il proprio talento creare gruppi che hanno interessi in comune e dedicare anche tempo alla pratica dell’attività.



D: Quanto sarebbe d’aiuto avvicinare le persone che hanno qualche disabilità con un progetto
interdisciplinare che comprendesse la musica, la recitazione, l’arte, educandoli anche al riuso dei
materiali di scarto?


R: Di fondo ogni forma di arte creativa, avvicina l’uomo, un esempio la musica è un linguaggio universale, l’arte figurativa è provato avere un importanza terapeutica, i diversamente abili, i pregiudizi razziali e le differenze sociali non sono compatibili con l’arte.
L’arte è un dono che ognuno di noi (non per questo famoso) possiede. Ci mette in contatto con una sfera emozionale, un mondo parallelo dove non esistono confini e differenze. Educhiamo i ragazzi al riuso dei materiali, perché gli oggetti passati hanno hanno una storia. Ridare vita agli oggetti e un po' come ridare a noi la memoria.